L'INDUSTRIA DEI FRATELLI ZARI - Legno e Aerei

Data:
29 Agosto 2013
La lavorazione del legno Le prime attività dell'azienda risalgono al 1867, anno in cui l'Ingegner Fermo Zari dava vita ad un modesto stabilimento con una trentina di maestranze impiegate nella lavorazione del legno. Lo sviluppo si accentuòquando il fondatore potè contare sull'opera fattiva dei due figli: Carlo, che nel 1888 assumeva la direzione della parte tecnica dello stabilimento, che a quell'epoca occupava un'area di circa 8000 mq., e Gian Claudio che assumeva nel 1891 la parte amministrativa. Man mano che la prosperità dell'azienda andava affermandosi, gli Zari dovettero fare continui ampliamenti al loro stabilimento di Bovisio, aumentarne di conseguenza il numero degli operai e fornirlo di macchinari più completi e perfezionati. Basta riferirsi alla prima vecchia macchina verticale semifissa della forza di quattro cavalli, la quale muoveva alternativamente cinque macchine utensili; successivamente dal 1870 la forza motrice aumentò a otto cavalli per arrivare nel 1889 a novanta cavalli. Con i nuovi impianti moderni si allestirono nuovi reparti, tra i quali quello della fabbricazione di pianoforti, diventando una valida concorrente per le grandi marche straniere. Fu la prima azienda in Italia a promuovere la fabbricazione dei pavimenti e tappeti in legno,con una produzione di circa cinquantamila metri quadrati all'anno; questi furono presentati per la prima volta all'Esposizione Nazionale di Milano nel 1881, ottenendo lusinghieri consensi. Anche la fabbricazione delle tavole per macchine da cucire, lucidate, raggiunse una media annuale dicirca diecimila pezzi,superando l'importazione estera cuidovevano rivolgersi i nostri fabbricanti. Gli Zari non trascuraronostudi espese pur di raggiungere la massima perfezione possibile nella lavorazione dei loro prodotti. Avevano ampi e ben arieggiati locali, adibiti alla stagionatura del legname con l'applicazione dei caloriferi dai potenti focolari, i primi adottati in Italia.Per il ciclo annuale di lavorazionesi utilizzavano più di millecinquecento metri cubi di legname. Erano anche proprietari di un mulino nel cortile di via Roma. E come non ricordare il famoso "Tumbun coi piangiuni" realizzato attorno agli anni 1880/1885 per l'Ufficio Funebre Generale che si teneva nella parrocchia di san Pancrazio a Bovisio: un complesso architettonico di circa metri otto di lunghezza, cinque di larghezza e altezza,veniva allestito dagli stessi operai della ditta Zari. I fratelli Zari godevano in Bovisio e nei dintorni di una grande considerazione, non solo per le loro prerogative di grandi industriali, che permise di assicurare a molte famiglie della zona un lavoro costante e duraturo, ma per le continue e premurose opere di beneficenza di utilità civica di cui si fecero promotori. Donarono il terreno per la costruzione dell'Asilo Infantile, per la scuola elementare comunale dedicata a Fermo Zari, per la scuola di disegno; erogarono contributi per opere parrocchiali e soprattutto per i due oratori maschile e femminile. E' dovuto alla loro opera nel 1898 l'impianto di illuminazione elettrica di Bovisio, di Masciago Milanese e località vicine, che servì a dare lucee forza motrice a questi paesi i quali ne trassero grande benessere;tale concessione procurò il sorgere di numerose industrie che assorbirono numerosa mano d'opera. Provvidero inoltre ad assicurare anche l'impianto di acqua potabile, fornendo ad ogni famiglia l'acqua necessaria a prezzo molto basso e ad esclusivo titolo di beneficenza. Accanto all'attività industriale dei fratelli Zari, va ricordata anche la loro cospicua attività civica. Dal 1860 al 1937 parecchi componenti della famiglia furono Sindaci o Podestà del Comune di Bovisio.(Carlo Zari 1860-1881 – Luigi Zari 1881-1893-Fermo Zari 1893-1904e1910-1913-Carlo Zari, figlio di Fermo Zari, 1914-1920 e 1923-1937). Gloria dell'aeronautica Nel periodo della prima guerra mondiale, gli Zari si videro costretti a far subire allo stabilimento una radicale trasformazione, per dar posto ai reparti dell'industria aviatoria. A loro si rivolsero i primi progettisti di aerei, essendo le strutture portanti, le ali e la fusoliera fatte in legno. Attraverso la ditta milanese "Savoia", licenziataria della francese "Farman", alla ditta Fratelli Zari arrivò l'ordinativo per la costruzione di 200 aerei del tipo Maurice Farman 1914, con motori Fiat, utilizzati principalmente come aereo d'addestramento per nuovi piloti. Vennero costruiti anche degli idrovolanti da ricognizione del tipo FBA (Franco-British-Aviation), con motori Isotta Fraschini. Per le aumentate necessità belliche, in tutto il conflitto furono costruiti in Italia circa 6000 aerei; si rese necessario potenziare le strutture adatte alle riparazioni dei veivoli danneggiati. Essendo la zona di Bovisio lontana dal fronte di guerra ed ottimamente collegata alla rete ferroviaria, fu costruita in località Mombello una pista di volo della lunghezza di 500 metri, con annessi una ventina di hangar, una palazzina comando ed un capannone adibito alla manutenzione. Tutte queste strutture sono ancora oggi visibili al termine della salita di via Bonaparte; due manufatti raffiguranti due proiettili stavano ad indicare l'ingresso dell'aeroporto. Durante i tre anni di guerra, negli stabilimenti Zari furono utilizzate 1700 maestranze, 1200 nella sede di Bovisio e 500 in quella di Taliedo (Milano). Vennero riparati circa 1000 aerei di tredici tipi diversi, tra i più significativi il Caproni 300 HP biplano da bombardamento, il caccia Macchi Nieuport, il biplano da ricognizione Samil ed anche il famoso Spad, aereo preferito dall'asso della nostra aviazione Francesco Baracca. Cessato il conflitto mondiale fu costruito un insolito biplano da caccia, che partecipò al concorso della Regia Aeronautica per il potenziamento della flotta aerea, ma non avendo ricevuto nessuna commessa, ne fu abbandonata la produzione. Cessò così, negli stabilimenti Zari, l'attività nel settore aeronautico. Ildefonso Valota

Ultimo aggiornamento

Martedi 14 Luglio 2020