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"Cambiano i tempi e le modalità, non il significato. Oggi per tutti noi è il 2 Giugno, la Festa della Repubblica Italiana. E, in questa occasione, per tutti noi assume un'importanza davvero speciale". Il sindaco Giovanni Sartori, in tempo di Coronavirus, si affida a Internet per trasmettere a tutta la cittadinanza il suo messaggio.

"Stiamo vivendo a livello nazionale un momento di emergenza e di crisi. Gli storici, ma anche alcuni dei nostri cittadini, a livello di perdite umane, emergenza sanitaria, crisi economica e sociale, considerano questi mesi di Coronavirus il periodo peggiore che stiamo vivendo dopo la Seconda Guerra Mondiale. Con la fine del conflitto era arrivato il momento di svolta: con il referendum del 2 giugno i cittadini avevano scelto per la prima volta il loro futuro. Quella è stata la posa della prima pietra. Perché poi i nostri padri, rimboccandosi le maniche, hanno costruito quello che siamo oggi. A noi ora il compito di fare altrettanto".

Per il sindaco quel 2 giugno 1946, mai come oggi diventa un punto di riferimento: "Siamo colpiti anche noi, sebbene in misura decisamente inferiore rispetto a chi ha vissuto la guerra, ma questo deve renderci più uniti. A livello comunale in questo periodo di emergenza ho visto tanta gente disposta a impegnarsi a beneficio degli altri. Ogni giorno ricevevo e-mail e telefonate di chi si proponeva per dare una mano. Naturalmente non potevamo rischiare di esporre al pericolo di contagio chi voleva aiutare gli altri, ma già il guardare oltre la propria finestra di casa e rendersi conto dei bisogni degli altri è stata una bella dimostrazione di maturità da parte dei cittadini. Le polemiche accompagnano sempre i periodi di cambiamento, ma nella necessità ci siamo riscoperti tutti un po' più uniti".

Per questo motivo il sindaco vuole dedicare questa giornata a tutti coloro che a vario titolo - per il ruolo che hanno o semplicemente nella quotidianità domestica - si stanno impegnando per uscire dall'emergenza: "Stavolta non si va alle urne, ma posiamo anche noi una piccola pietra per ripartire verso un futuro che è ancora difficile da delineare. Come i nostri padri: rimboccandoci le maniche per qualche sacrificio in più ma, soprattutto, uniti e solidali. Lo dobbiamo a noi stessi e alle future generazioni. Buona festa a tutti".

Ultimo aggiornamento

Lunedi 27 Luglio 2020