Tassa sui Rifiuti (TARI)

  • Servizio attivo

Dall'1 gennaio 2014 viene applicato il Tributo comunale sui rifiuti (Tari) per la copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati, avviati allo smaltimento.


A chi è rivolto

Presupposto per l’applicazione del tributo è il possesso, l’occupazione o la detenzione, a qualsiasi titolo
e anche di fatto, di locali o di aree scoperte a qualunque uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti
urbani e assimilati.

Soggetto attivo

Il tributo è applicato e riscosso dal comune nel cui territorio insiste, interamente o prevalentemente,
la superficie degli immobili assoggettabili al tributo. Ai fini della prevalenza si considera l’intera
superficie dell’immobile, anche se parte di essa sia esclusa o esente dal tributo.

Soggetto passivo

Il tributo è dovuto da coloro che a qualsiasi titolo (proprietà, usufrutto, comodato, locazione, uso,
altro) occupano o detengano i locali e le aree scoperte di cui al successivo art. 9 del presente
regolamento, con vincolo di solidarietà tra i componenti del nucleo familiare o tra coloro che ne fanno
uso permanente in comune.

Descrizione

L’applicazione della TARI è disciplinata dall’art. 1 commi 641-668 legge 147/2013 e successive
modifiche ed integrazioni, dalle norme immediatamente operative del D.Lgs 3 aprile 2006 n. 152 e
successive modifiche ed integrazioni, nonché dalle disposizioni dettate dal DPR 158/1999, dalle
disposizioni di cui al DL 6 marzo 2014 n. 16, convertito dalla legge n. 68 del 02 maggio 2014 e dal
presente regolamento.

Come fare

Il verificarsi del presupposto per l’assoggettamento al tributo determina l’obbligo per il soggetto
passivo di presentare apposita dichiarazione di inizio occupazione/detenzione o possesso dei locali o
delle aree soggette.

I soggetti passivi del tributo devono dichiarare ogni circostanza rilevante per l’applicazione del tributo
e in particolare:
• l’inizio, la variazione o la cessazione dell’utenza;
• la sussistenza delle condizioni per ottenere agevolazioni o riduzioni;
• il modificarsi o il venir meno delle condizioni per beneficiare di agevolazioni o riduzioni.

Cosa serve

La dichiarazione deve essere sottoscritta, in via autografa o digitalmente a seconda della modalità di presentazione utilizzata dal contribuente:

  • per le utenze domestiche: dall’intestatario della scheda di famiglia nel caso di residenti e nel caso di non residenti dall’occupante a qualsiasi titolo (proprietario, usufruttuario, comodatario, affittuario).
    In caso di pluralità di possessori o di detentori, essi sono tenuti in solido all’adempimento dell’unica
    obbligazione tributaria. Sussiste il vincolo di solidarietà tra i componenti il medesimo nucleo
    familiare o tra coloro che occupano in comune le superfici stesse anche se suddivisi in nuclei
    anagrafici distinti;
  • per le utenze non domestiche, dal soggetto legalmente responsabile dell’attività che in esse si
    svolge;
  • per gli edifici in multiproprietà e per i centri commerciali integrati, dal gestore dei servizi comuni.

Cosa si ottiene

Il gestore dell’attività di gestione tariffe e rapporto con l’utente è tenuto a formulare, in modo chiaro e comprensibile la risposta scritta alle richieste. La risposta scritta non ha il valore e la funzione di accertamento della posizione tributaria che rimane disciplinata nei tempi, modalità e strumento giuridico tipizzato (avviso di accertamento), dalle vigenti disposizioni normative nazionali di riferimento e dalle ulteriori disposizioni del presente regolamento.

Il tempo di risposta alle richieste è di trenta (30) giorni lavorativi con decorrenza dalla data di ricevimento della richiesta dell’utente (dichiarazione) e la data di invio della risposta scritta.
La risposta alle richieste deve contenere:
• Il riferimento alla richiesta (di attivazione, di variazione, di cessazione del servizio);
• Il codice utente e il codice utenza (intestazione dell’utenza) per le richieste di attivazione;
• La data a partire dalla quale decorre ai fini del pagamento della TARI l’attivazione del servizio,
ovvero la variazione o cessazione del servizio;
• Il codice identificativo del riferimento organizzativo del gestore che ha preso in carico la richiesta
di variazione e cessazione.

Tempi e scadenze

Con delibera di Consiglio n. 10 del 26/04/2023 sono state approvate le tariffe relative all'anno in corso.

Sono state stabilite le seguenti scadenze di pagamento per le rate relative all’anno 2023:

prima rata al 31/10/2023;

seconda rata al 31/01/2024

con possibilità di:
• versamento in unica soluzione entro il 31/10/2023;
• ulteriore rateizzazione come previsto dall’art. 24 del vigente regolamento TARI.

Casi particolari

RATEIZZAZIONE AVVISO DI ACCERTAMENTO

I contribuenti che ricevono un avviso di accertamento e si trovano in situazioni di temporanea difficoltà economica possono chiedere la rateizzazione delle somme dovute.

Le modalità di rateizzazione (importi e scadenze) sono definite nel vigente Regolamento delle Entrate, consultabile nella sezione Documenti.

L’istanza può essere redatta compilando il modello appositamente predisposto dall’Ufficio (vedi modulistica) e trasmessa a mezzo posta elettronica ordinaria all’indirizzo: tributi@comune.bovisiomasciago.mb.it  oppure tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: comunebovisiomasciago@cert.legalmail.it

 

RIESAME AVVISO DI ACCERTAMENTO

Il contribuente destinatario di un avviso di accertamento relativo ai tributi comunali, nel caso riscontri inesattezze o errori, può chiedere il riesame in autotutela dell’atto amministrativo, al fine di ottenere un provvedimento di annullamento o di rettifica dell'atto, senza la necessità di ricorrere agli organi giurisdizionali.

La domanda va presentata entro 60 giorni dalla notifica dell’atto, deve essere motivata e deve evidenziare l'errore commesso. É inoltre necessario, allegare la documentazione probatoria che non è in possesso dell'ente (ad esempio bollettini di pagamento, notifiche di rendite, ecc.). La domanda non interrompe i termini per il pagamento né per la proposizione del ricorso e deve quindi essere tempestivamente presentata.

L’istanza può essere redatta compilando il modello appositamente predisposto dall’Ufficio (vedi modulistica) e trasmessa a mezzo posta elettronica ordinaria all’indirizzo: tributi@comune.bovisiomasciago.mb.it  oppure tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: comunebovisiomasciago@cert.legalmail.it

 

RIMBORSO

Nel caso in cui sia stata versata in eccesso l’imposta rispetto a quanto effettivamente dovuto e non sia possibile effettuare autonomamente la compensazione con l’eventuale imposta dovuta per la rata di saldo corrispondente al medesimo anno, è possibile richiedere il rimborso di quanto versato in eccesso.

Ai sensi dell’articolo 1, comma 164, della legge n. 296/2006, il rimborso delle somme versate e non dovute deve essere richiesto dal contribuente entro il termine di cinque anni dal giorno del versamento, ovvero da quello in cui è stato accertato il diritto alla restituzione

Il rimborso deve essere esplicitamente richiesto dal contribuente presentando all’Ufficio una formale istanza firmata.

L’istanza può essere redatta compilando il modello appositamente predisposto dall’Ufficio (vedi modulistica) e trasmessa a mezzo posta elettronica ordinaria all’indirizzo: tributi@comune.bovisiomasciago.mb.it oppure tramite posta elettronica certificata all’indirizzo: comunebovisiomasciago@cert.legalmail.it

 

In caso di rimborso dell’imposta erroneamente versata allo Stato le richieste di rimborso, inerenti l’imposta eventualmente versata in eccesso e di competenza statale (fabbricati appartenenti al gruppo catastale D con esclusione dei D/10) per gli immobili siti sul territorio, verranno inviate al Comune.

L’Ufficio curerà l’istruttoria della pratica di rimborso comunicando allo Stato l’effettiva sussistenza del diritto al rimborso a favore del contribuente, spetterà allo Stato l’erogazione al contribuente delle somme ad esso dovute.

 

RIVERSAMENTO

COSA FARE IN CASO DI DELEGA DI PAGAMENTO F24 CON CODICE TRIBUTO O INDICAZIONE DELL’ANNO D’IMPOSTA ERRATO

Nel caso in cui il contribuente si accorga di avere erroneamente compilato il modello di versamento F24 attribuendo, ad esempio, errati codici tributo oppure errato anno d’imposta, sempreché il totale versato corrisponda a quanto complessivamente dovuto, è possibile inoltrare all'Ufficio una comunicazione indicando i dati errati inseriti nel modello F24 e le corrispondenti correzioni da apportare. L'Ufficio, una volta ricevuta la comunicazione, provvederà a modificare i dati erronei di versamento pervenuti dall'Agenzia delle Entrate.

 

COSA FARE IN CASO DI DELEGA DI PAGAMENTO F24 CON CODICE COMUNE CORRETTO MA CODICE COMUNE ERRATO SULLA QUIETANZA DOVUTO AD ERRORE DELL’INTERMEDIARIO (BANCA/POSTA)

Si sono verificati alcuni casi in cui il contribuente abbia presentato in banca/posta il modello F24 per pagare l’imposta IMU, TASI, TARI con indicato correttamente il codice catastale B105 corrispondente al Bovisio Masciago, ma - per un errore di digitazione - l’operatore abbia poi inserito nel terminale un codice differente e pertanto il pagamento sia stato imputato ad un altro Comune. Il pagamento viene pertanto riversato ad altro comune.

In questi casi sia le banche che gli uffici postali, su richiesta del cittadino, che presenta la delega modello F24 in proprio possesso contenente l’indicazione del codice corretto B105 e la relativa quietanza che invece riporta l’indicazione di un codice errato, DEVONO procedere alla rettifica del codice ai sensi della Risoluzione n. 2/DF del 13 dicembre 2012 del Ministero dell’Economia e delle Finanze. In questo modo il pagamento viene rettificato e riversato al Comune di Bovisio Masciago.

Si invitano pertanto i contribuenti che si trovano in questa situazione a rivolgersi alla banca o all’ufficio postale nel quale hanno eseguito il versamento per ottenere la correzione così come da modello F24 cartaceo in loro possesso.

Nel caso sia già stato emesso sollecito, avviso di accertamento per omesso o parziale versamento da parte del Servizio Tributi, il contribuente può chiederne la sospensione in attesa che la banca/posta effettui la correzione.

Si chiarisce che il Comune non può chiedere direttamente la correzione alla banca o alla posta, in quanto si tratta di un rapporto privatistico tra il cittadino e la banca/posta e pertanto è quest’ultimo che deve chiedere la correzione presentando il cartaceo con indicato il codice corretto a prova dell’errore commesso dall’intermediario.

 

COSA FARE IN CASO DI DELEGA DI PAGAMENTO F24 CON CODICE COMUNE ERRATO PER ERRORE DEL CONTRIBUENTE

Nel caso in cui sia stato il contribuente ad indicare un codice comune errato, la correzione non può essere richiesta alla banca/posta, ma è necessario presentare RICHIESTA DI RIVERSAMENTO a favore del Comune di Bovisio Masciago, rivolgendosi al Comune al quale il pagamento è stato effettuato, dandone SEMPRE opportuna comunicazione all'Ufficio Tributi del Comune di Bovisio Masciago che, in attesa dell'esito della richiesta, sospenderà le eventuali procedure di recupero dei crediti

Documenti

Contatti

Gelsia Ambiente Srl

e-mail Gelsia Ambiente Srl

Unità Organizzativa responsabile

Ultimo aggiornamento: 18/05/2023, 14:53

Quanto sono chiare le informazioni su questa pagina?

Rating:

Grazie, il tuo parere ci aiuterà a migliorare il servizio!

Quali sono stati gli aspetti che hai preferito? 1/2

Dove hai incontrato le maggiori difficoltà?1/2

Vuoi aggiungere altri dettagli? 2/2

Inserire massimo 200 caratteri
Icona