Cari cittadini, cari studenti di oggi, di ieri e di domani…
In questi anni da Sindaco mi è capitato di scrivere una lettera di saluto e di augurio per il primo giorno di scuola; questa volta mi ritrovo a inviarvi una lettera per l’ultimo giorno di scuola.
Perché?
Perché?
Perché oggi è l’ultimo giorno della scuola di via Cantù; in realtà lo è stato venerdì: oggi i nostri bambini e ragazzi passeranno la giornata all’aria aperta, o comunque in spazi idonei al loro benessere.
La scuola di via Cantù, a breve verrà abbattuta per lasciare il posto a un parco a disposizione di tutti, ma anche e soprattutto dei nostri bambini, che continueranno a vivere la loro esperienza scolastica in quella zona, ma in una scuola completamente nuova.
Quando, cinque anni fa, ci siamo lanciati nel cogliere l’opportunità offerta dal PNRR per la costruzione di una nuova scuola al posto dell’attuale, l’abbiamo fatto con il pensiero rivolto al futuro, alla formazione dei nostri piccoli concittadini, affinché avessero a disposizione una scuola moderna, più confortevole, sostenibile dal punto di vista ambientale, più a misura di bambino.
Oggi salutiamo la scuola che ha formato generazioni di bovisiani e, inevitabilmente, affiorano ricordi, ritornano alla mente volti di un tempo, si accendono sentimenti ed anche un pizzico di malinconia.
Allora ringraziamo insieme le persone che hanno lavorato in questo edificio: direttori didattici, presidi, insegnanti, personale scolastico; tutti con l’obiettivo di accompagnare i nostri bambini in un percorso di crescita educativa che li aiutasse a diventare gli adulti del domani, consapevoli del futuro e pronti ad affrontare le sfide del mondo.
Come Sindaco, il mio saluto finale, a nome di tutti i cittadini che ho l’onore di rappresentare, con un pizzico di commozione, va alla cara vecchia scuola; dalle sue macerie sorgerà un parco che darà ossigeno pulito ai nostri bambini, che abiteranno la scuola nuova e respireranno l’aria generata dai nuovi alberi cresciuti sulle tracce del passato, che si tramanda di generazione in generazione.
Il Sindaco
Giovanni Sartori
Giovanni Sartori